Una Parabola di riflessione….

Un Eremita che da molti anni viveva su di un monte, fra i boschi, decise che era giunto il tempo di ritornare a valle, e avventurarsi nuovamente nel mondo.

Arrivato a valle, incontrò due torrenti che scorrevano in direzioni opposte, uniti fra loro da un sentiero bianco strettissimo e difficilmente percorribile.

Fermatosi, avrebbe voluto provare ad attraversare i torrenti, ma si accorse che uno di essi era talmente gonfio e impetuoso che nel suo scorrere verso nord, l’acqua inondava il sentiero. Nell’acqua tumultuosa di quel torrente l’Eremita intravedeva le avidità degli uomini che, gonfiandosi a dismisura e senza fine, occultavano, incuranti, il sentiero bianco, e cioè le virtù e la bontà insite in loro.

Si accorse poi che l’altro torrente che scorreva verso sud era di fuoco, e le fiamme si estendevano sullo stretto sentiero bianco. All’Eremita era chiaro che le fiamme del torrente rappresentassero le passioni e la rabbia del genere umano che volevano anch’esse avere il sopravvento sulle virtù.

Bloccatosi davanti ai due torrenti d’acqua e di fuoco, l’Eremita fu messo di nuovo di fronte al grande dilemma dell’umanità, e cioè se alimentare la rabbia, le passioni e l’avidità, o invece coltivare la bontà attraverso le buone azioni e i pensieri positivi.

Si sentiva ora pronto ad affrontare la rabbia e le passioni, che lui aveva conosciuto in passato e delle quali si era liberato, e si sentiva anche pronto a non farsi sedurre dall’avidità, di cui aveva anche conosciuto i tormenti. Ma di fronte a quei due torrenti d’acqua e di fuoco, e non essendoci altro modo per raggiungere il mondo se non l’attraversamento del sentiero bianco fra quei due torrenti, si sedette a riflettere.

In cuor suo, avrebbe voluto ritornare sul monte, fra i boschi, dove aveva trascorso i suoi ultimi anni in serenità di spirito. Ma sapeva che il tempo era giunto, e doveva far ora ritorno nel mondo da cui proveniva, e nel quale aveva ancora un compito da portare a termine, ossia, divulgare le conoscenze da lui acquisite in quegli anni di Eremita per metterle a disposizione dell’umanità intera.

Si rialzò, deciso a percorrere il sentiero bianco, incurante dell’acqua, che avrebbe potuto inghiottirlo, e delle fiamme, da cui poteva essere bruciato.

Si voltò a salutare per l’ultima volta il monte che lo accolse e la Natura sua amica, ringraziandola per le lezioni di coraggio e nobiltà d’animo che adesso si trovava a mettere in pratica.

L’Eremita giunse nel mondo senza essere bruciato dalle passioni e dalla rabbia, e senza essere bagnato dall’avidità, riuscendo così a portare a termine il suo progetto di vita.

 Liberamente tratto dalla Parabola dei Due Fiumi e del Sentiero Bianco di Shan Tao

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