E…. che cos’è il Sistema Immunitario?

Per capire meglio quale rapporto intercorre fra sistema immunitario e stress, così come fra emozioni e malattia, mi sembra opportuno dover fare un rapido cenno al funzionamento del sistema immunitario, da alcuni definito come meccanismo miracoloso.

Esso è formato da una serie di ghiandole che secretono ormoni aventi nel corpo una funzione di equilibrio. Soprattutto la ghiandola pituitaria (l’ipofisi), la tiroide e le ghiandole surrenali inviano gli ormoni che regolano la funzione di altri organi. Questa interazione assicura al corpo il suo equilibrio, che viene mantenuto fino a che il sistema immunitario funziona in modo ottimale.

Esso può essere definito il guardiano del nostro corpo, ed è composto da un complesso sistema di sorveglianza. I Linfociti, o globuli bianchi, sono i componenti chiave del sistema immunitario. Grazie alla tecnologia, oggi si può osservare in laboratorio l’esistenza di ricettori nervosi sulla superficie dei globuli bianchi: questa è la prova fisica che i globuli bianchi ricevono messaggi direttamente dal sistema nervoso. Essi vengono prodotti inizialmente nel midollo osseo. Alcune di queste cellule, note come cellule staminali, migrano alla ghiandola del timo dove si moltiplicano e sono note come cellule T. Invece, le cellule che rimangono nel midollo osseo maturano e diventano cellule B. Ognuna di loro attacca il nemico in modi diversi e, circolando nel sangue, producono anticorpi che si legano istantaneamente e neutralizzano qualsiasi invasore straniero o antigeno. A loro volta, gli anticorpi vengono attaccati e soppressi perché non abbiano il sopravvento.

Ci sono varie altre cellule nell’esercito immunitario, inclusi i macrofagi, che sono responsabili del lavoro di guarigione e riparazione, e le cellule NK ( che sta per Natural Killer o Distruttori Naturali), che attaccano e distruggono cellule mutate o anomale che vengono prodotte dall’organismo. E’ questa azione che previene malattie quali il cancro e le patologie immuno deficitarie quali l’A.I.D.S. Le NK sembrano anch’esse suscettibili ai fattori emozionali, tanto che in uno studio condotto all’Istituto del Cancro di Pittsburg sul cancro alla mammella si è riscontrata una bassa attività di NK associata al diffondersi del cancro. Lo studio concludeva che più della metà delle fluttuazioni dei livelli di NK potevano essere spiegate da fattori psicologici, incluso il sostegno sociale ed il modo in cui i pazienti affrontavano lo stress.

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