I Fiori di Bach possono agire sul Sistema Immunitario?

E’ interessante notare che non vi sono a tutt’oggi farmaci atti ad incrementare direttamente l’attività del sistema immunitario, e che molte forme di cura con farmaci che attivano il sistema immunitario possono causare patologie autoimmuni. E’ invece stata ipotizzata l’idea di fronteggiare le patologie legate a disfunzioni del sistema immunitario agendo sulla mente stessa riequilibrando le emozioni, instaurando cioé un meccanismo di feedback, con l’aiuto dei Fiori di Bach. In un primo tempo, può sembrare strana una corrispondenza fra Fiori di Bach e sistema immunitario, ma se ci soffermiamo a pensare al ruolo primario che i Fiori di Bach svolgono per il miglioramento della qualità della vita, allora si capirà come essi interagiscono con il sistema immunitario dell’individuo favorendone il suo innalzamento.

Come è noto, i Fiori di Bach agiscono a livello mentale, e il loro uso negli anni ha dimostrato la loro efficacia nel combattere gli stati depressivi. In una ricerca di M. Campanini apparsa su “La Medicina Biologica”, l’autore ha curato pazienti sofferenti da ansia, stress e depressione con i Fiori di Bach, riscontrando un miglioramento dell’89% dei pazienti, specie di quelli affetti da ansia. Lo studio ha anche evidenziato che lo scetticismo iniziale di alcuni pazienti riguardo al trattamento non abbia mostrato alcuna influenza sul risultato della cura.

Che i Rimedi di Bach siano efficaci contro lo stress, la depressione e l’ansia è stato confermato da vari studi e ricerche nel campo. Nel 2005 il Dr. Shigeyoshi Toyota del Dipartimento di Anestesia dell’Ospedale Tsudanuma Chuoh in Giappone, ha sperimentato l’efficacia del Rescue Remedy su 36 pazienti che hanno accettato volontariamente di assumerlo il giorno prima della loro operazione. Il Dr. Toyota ha voluto provare l’esperimento in considerazione del fatto che l’ansia e la tensione pre-operatoria può causare stress mentale e quindi ostacolare la buona riuscita dell’anestesia. Egli è sempre stato convinto che proprio per questo motivo i pazienti in fase pre-operatoria dovrebbero essere calmi e liberi dall’ansia, e nella sua pratica di anestesista ha riscontrato che molti pazienti non reagiscono sempre bene all’uso dei farmaci.

Nel suo esperimento, le 36 persone – selezionate fra coloro che non avevano problemi di pressione alta, diabete, malattie cardiovascolari o disordini mentali – furono divise in 2 gruppi non aventi differenze significative rispetto a età, sesso, altezza e peso. Ad un gruppo fu data una bottiglietta contenente il Rescue Remedy, mentre all’altro una bottiglietta contenente solo acqua minerale, con la raccomandazione di assumere 4 gocce dalla bottiglietta il giorno prima dell’intervento, ogni volta che si sentivano in stato ansioso. Il risultato è stato che, mentre non si riscontravano differenze statistiche significative per quanto riguardava la pressione del sangue, la frequenza cardiaca tendeva ad essere meno alta nei pazienti che avevano preso il Rescue Remedy.

Comunque, il risultato più interessante è stato considerato il fatto che coloro che avevano preso il Rescue Remedy non sentivano il bisogno di assumere il rimedio così frequentemente rispetto a coloro che avevano assunto solo acqua. Quest’ultimo risultato sembrò dimostrare che l’assunzione del Rescue Remedy allevia lo stress pre-operatorio.

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