Dal Libro della Sapienza

Pregai e mi fu elargita la Prudenza,

implorai e venne in me lo spirito di Sapienza.

La preferii a scettri e a troni,

stimai un nulla la Ricchezza al suo confronto,

non la paragonai neppure a una gemma inestimabile,

perché tutto l’oro al suo confronto è come un po’ di sabbia

e come fango sarà valutato di fronte a lei l’argento.

L’ho amata più della Salute e della Bellezza,

ho preferito avere lei piuttosto che la Luce,

perché lo splendore che viene da lei non tramonta.

Insieme a lei mi sono venuti tutti i beni;

nelle sue mani è una ricchezza incalcolabile.

(7, 7-11)

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Beech

Il Fiore di Bach “Beech” viene preparato raccogliendo i fiori e le foglie del Fagus sylvatica, il Faggio Selvatico o Faggio europeo, che fiorisce in aprile e maggio.

Le parole chiave per il Fiore di Bach Beech sono: Intolleranza, atteggiamento critico.

Il Dr. Edward Bach nel suo libro I dodici guaritori e altri rimedi così descrive la personalità Beech: “Per coloro che sentono il bisogno di vedere più bontà e bellezza in tutto ciò che li circonda. E, sebbene molte cose sembrino sbagliate, che abbiano la capacità di vedervi la bontà crescere all’interno. Così da poter essere più tolleranti, indulgenti e comprensivi dei diversi modi in cui ogni individuo ed ogni cosa si prodigano per la propria perfezione finale.”

Le persone Beech in equilibrio sono amanti dell’armonia, che ricercano anche nelle persone che le circondano. La diversità che i Beech riscontrano negli altri, anche se può disturbare il loro modo di vedere il mondo e le cose, viene comunque compresa da loro – anche se mai accettata del tutto – nel quadro di un cammino spirituale che ognuno è chiamato a percorrere. In questo modo, le discordanze e le “bruttezze” che in un primo tempo appaiono loro di fronte possono assumere un altro significato, tanto da fare intravedere i germogli dell’armonia e della bellezza che inseguono nella vita.
Lo squilibrio può avvenire quando i Beech dimenticano che esistono diverse vie per arrivare alla meta, e quindi si aspettano che tutti condividano con loro la stessa visione della vita, e pensano che ciò che è bello per loro deve per forza esserlo per gli altri. A quel punto diventano intolleranti, tanto da criticare tutto ciò che viene fatto e che non coincide con il loro senso di armonia e bellezza. Inoltre, diventano critici degli altri perché non riescono a vedere quella bontà che invece riscontrano in loro stessi.
Assumere l’essenza floreale di Bach aiuta questi individui a ripristinare il loro equilibrio, a ricercare il bello anche dove a prima vista non c’è, a ritrovare quei germogli di bontà nell’animo umano così difficili da cogliere.
Fra i 7 Gruppi Emozionali individuati da Edward Bach, Beech si colloca nel Gruppo della Preoccupazione eccessiva per il benessere degli altri, insieme alle essenze Chicory, VervainVine e Rock Water.

In ricordo di Edward Bach (un tributo nel giorno dell’anniversario della sua nascita)

La personalità di Edward Bach così come ci viene svelata dai pochi scritti che ci ha lasciato è caratterizzata da una grande “semplicità”, di cui ha intriso tutta la sua vita.

Si potrebbe descrivere il Dr. Bach come un uomo desideroso di armonia, dentro e fuori di sé. Armonia e bellezza erano per lui una cosa sola, e perciò, come poteva non accorgersi delle meraviglie del creato, della Natura, con le sue piante…. ed i suoi fiori?

Ed era sicuramente anche amante della perfezione il Dr. Bach, come quella che riscontrava, appunto, nella semplicità della Natura…….. cioè, egli sì amava la perfezione, ma senza mai dimenticarsi dei suoi limiti, rimanendo sempre in contatto con il suo essere uomo, terreno, e quindi imperfetto.

Lui stesso era intimamente convinto che la Natura è opera di Dio e, nella sua umiltà, non avrebbe mai potuto né voluto neanche avvicinarsi all’idea di eguagliare la Sua Opera, così perfetta. Ma gli piaceva osservarla, e compiacersi di fare parte di quella Natura…. Divina.

La sua spiritualità era profonda: era convinto che la Creazione di tutte le cose non avrebbe potuto esistere senza Spirito, o “Anima”, come amava definirlo lui. E così, semplicemente, Spiritualità e Materialità si susseguivano nella sua vita, scandendo il ritmo della sua esistenza.

Ed è proprio in questo equilibrio fra Materia e Spirito che sta la vera essenza del pensiero di Bach e l’orientamento che presero le sue ricerche di medico. Materia e Spirito sono infatti due aspetti della nostra natura umana, uniti fra loro da un altro elemento, e cioè la Mente. Quando Corpo, Mente e Spirito sono in armonia, allora possiamo veramente dire di far parte delle meraviglie di questo Creato, di essere in grado di osservare ed amare questo mondo compiacendoci di farne parte. Da qui l’importanza della nostra Mente.

La compassione per tutti gli esseri viventi è un altro tratto della personalità di Bach che ha condizionato la sua vita di uomo e di medico. La compassione faceva parte dell’aspetto spirituale dell’uomo Bach, ed è stato un fattore importante, che lo ha portato non solo a proseguire nelle sue ricerche, senza curarsi delle opinioni che giravano nell’ambiente medico del tempo, ma anche ad occuparsi giorno e notte di quelle “anime” che soffrivano, che avevano bisogno di aiuto, e che lui voleva guarire non solo nel corpo ma anche nella mente. Si racconta che Bach per la prima volta arrivò a concepire e a “sentire” questa verità quando, ancora giovinetto, osservava che coloro che lavoravano nella fonderia del padre e soffrivano di qualche male fisico erano anche disturbati nella mente da preoccupazioni di ordine materiale, oppure soltanto dal fatto che facevano un lavoro insoddisfacente. Più tardi, durante la sua professione di medico, continuò a notare quanto fosse importante per i suoi pazienti vivere senza ansie e preoccupazioni, per poter essere in armonia con se stessi e quindi godere di buona salute fisica.

In un corpo sano, la mente doveva quindi trovare un equilibrio con le Emozioni e lo Spirito che vi albergano. Questo era il significato di armonia e bellezza per Bach. Ma poiché la vera armonia e la vera bellezza non potevano che essere trovate nella Natura, era nella Natura che bisognava ricercare il metodo che potesse aiutare l’uomo a riacquistarle quando esse venivano meno.