Il Fiume delle Emozioni (…. e come arginarlo)

Chi non è stato vittima almeno una volta nella vita di un fiume di emozioni che lo ha fatto vacillare, se non lo ha addirittura travolto? E chi, nel tentativo di difendersi dal fiume in piena, ha deciso di smettere di essere se stesso pur di non venirne sommerso?
Ci sono alcune emozioni che ti gratificano, ti fanno sentire bene con te stesso e con la vita che ti circonda. E ci sono anche delle emozioni che possono apparire spiacevoli, ma che tu riesci comunque a fronteggiare e controllare. Ma è solo quando ti imbatti in quei sentimenti che come un fiume in piena ti travolgono e tu cadi, e senti di non avere la forza di rialzarti, di lottare, perché in balìa di quel fiume, di quell’acqua………. è solo quando ti sembra di soffocare sotto la piena del fiume, e che la vita ti stia lasciando…. è solo allora che ti rendi conto di quanto le emozioni facciano parte di te e della tua sopravvivenza!
A volte succede che ti sembra di aver capito tutto della vita e delle emozioni, e cioè la tua funzione nel mondo, il tuo percorso interiore, il significato profondo delle esperienze vissute……… tutto ti sembra chiaro, ti abbandoni e lasci che la vita ti scorra.
Vivi, cercando di assaporare finalmente l’essenza della vita, che altro non è che la felicità innocente di un bambino che gioca, o la spontaneità di un fiore che umilmente si apre alla luce con la confidenza di chi, prostrato nella preghiera, gli pare di intravedere Dio.
Finalmente alzi la testa a guardare il cielo, e ti pare di scorgere le stelle più nascoste, di percepire il giusto tepore del sole e di esserne illuminato per una chiara visione di ciò che ti circonda. Ti pare di poterti aprire fiducioso alla vita e di coglierne, infine, le più tenere sfumature, proprio come quando alla vista di un bel quadro, ti è spontaneo concentrarti per ricercare quei messaggi che sono visibili solo dopo un attento esame della vista, sì, ma anche del cuore.
Ed è col cuore che vuoi ora percepire la tua vita, con quei sentimenti che in passato hai cercato di ignorare pensando che ti avrebbero fuorviato dalle mete che intendevi raggiungere…. ma poi, senza volerlo, quegli stessi sentimenti ti si ripresentano, immancabilmente. Perché non c’è vita senza sentimenti, e tu finalmente, adesso, lo hai capito, e ti rammarichi di averli ignorati per così lungo tempo. Ti rendi ora conto che non puoi guardare a quel quadro che è la vita solo con gli occhi della ragione senza includervi…. la poesia.
Nell’aver riempito di amore, generosità, umiltà questa vita arida e razionale, ora ti rendi conto di quanto sia difficile coniugare i sentimenti con la razionalità e, più di ogni cosa, di quanto sia difficile incontrare altre persone che come te apprezzino i sentimenti, non li ignorano ed anzi sono pronti a riconoscerli ed accoglierli nella loro vita.
Ed ecco allora che arriva un giorno che la vita ti scivola di mano. Ti eri finalmente abbandonato…….. felice di poterti esprimere spontaneamente, di essere capito nel profondo, e di essere ricambiato da chi ti aveva fatto credere di provare i tuoi stessi sentimenti e di volerci convivere, di farne il baluardo della vostra vita in comune. Non avevi inteso – o, forse, non volevi intendere? – che fosse un’illusione, una bolla di sapone che si sarebbe frantumata un bel giorno…. così….. senza un motivo logico, senza un significato apparente….
Come un fiore che appassisce, nonostante venga nutrito, così è finita un’altra storia che tu credevi densa di sentimenti profondi. Ancora una volta la ragione aveva prevalso sui sentimenti, e tu non lo potevi accettare. Ma perché le persone devono simulare i sentimenti e non vogliono viverli?
Le persone vanno ai sentimenti come ci si accosta ad una sorgente d’acqua perché si ha sete, ma poi se ne allontanano. Non si chiedono perché hanno sete né tanto meno se la sorgente d’acqua è pura o contaminata. Seguono l’istinto del momento, non approfondiscono, con il rischio di contaminare quella sorgente d’acqua, che invece è pura.
Ti sentivi ora come quella sorgente d’acqua contaminata che mai più può tornare a godere della purezza di un tempo….. Il sentimento d’amore verso chi, nella sua superficialità, non aveva capito il danno che ti aveva arrecato si era tramutato in odio, ed era con questo sentimento d’amore contaminato che dovevi confrontarti adesso.
Ma come si fa a convivere con un sentimento simile? No, dovevi a tutti i costi scrollarti di dosso quella contaminazione, quella sporcizia che imbrattava la tua esistenza. Volevi ritrovare te stesso, e quei sentimenti puri che il tuo cuore di nuovo nascondeva, pur consapevole del rischio che correvi di poterti ancora imbattere in un’altra esperienza spiacevole….. Dovevi farti coraggio e superare la paura.
Paura, amore, odio, gioia, dolore…….. Quante emozioni fanno parte della vita e di noi stessi! Quanta importanza hanno le emozioni nella vita, e quanto potere esse hanno di sconvolgerla, sia nel bene che nel male…. Ma la soluzione per non essere travolti dal fiume non può essere quella di mascherare la tua personalità, e cioè ignorare i tuoi sentimenti, perché ciò ti porterebbe ad essere infelice.
Ed è allora che cominci finalmente a volerle riconoscere, queste emozioni che ti turbano l’anima. Una ad una le osservi, ti ci confronti, come davanti ad uno specchio. Le accetti, perché fanno parte della tua vita, ma decidi di non esserne più sottomesso, di non permettere più che ti travolgano…. Perché ti hanno fatto troppo soffrire.
Questa vita ti ha insegnato come evitare i problemi pratici legati ai doveri quotidiani, al lavoro……. ma non ti ha insegnato ancora ad essere padrone dei tuoi sentimenti!
Fin dall’antichità l’Uomo si è dovuto scontrare con il problema di come arginare il Fiume delle Emozioni: gli orientali per primi scoprirono che alcune piante avevano un effetto rilassante sulla mente, e che anche la salute del corpo ne traeva dei benefici.
All’inizio del XX sec., in Occidente, un medico e omeopata inglese, il Dr. Edward Bach, nel ricercare un metodo semplice attraverso il quale tutti potessero diventare padroni delle proprie emozioni negative – e perciò allontanare anche le malattie ad esse collegate -, ideò un sistema che, rendendo consapevoli dei propri stati d’animo, avrebbe scongiurato che quel Fiume inondasse le coscienze degli uomini.

Annunci

Meditazione, Preghiera e….. Emozioni

Il Dr. Edward Bach non è stato il primo a sentire l’esigenza di trovare un metodo che possa aiutarci a quietare la mente.
In India, da secoli la Meditazione viene praticata ancora oggi anche fra i più giovani che desiderano vivere una vita serena, per non sentirsi confusi da un mondo che non tiene conto della necessità di fermarsi per pensare a sé stessi, alla salute del proprio corpo, e della mente.
Nella tradizione occidentale, la Preghiera è sempre stata un mezzo che, per la sua capacità di elevare lo Spirito, ha anche la funzione di calmare la mente, rallentando il flusso dei pensieri. La Preghiera ci fa essere in comunione con Dio, l’Assoluto, il Cosmo… essa ci distrae dal Corpo, dalla Materia, e ci accompagna verso uno stato di quiete in cui ritroviamo la nostra vera natura.
La Preghiera quindi, come la Meditazione nella tradizione orientale, può diventare un mezzo per raggiungere l’unione fra materia e spirito, che è – inconsapevolmente – lo scopo della vita di tutti noi.
La bellissima Preghiera che segue – di cui non si conosce la fonte e la cui origine inglese o irlandese è ancora dubbia – mi pare che possa meglio esprimere questa sintesi fra Spirito e Materia che ognuno di noi auspica di raggiungere nella sua vita. Infatti, sollevarci da abitudini e modi di essere che ci sviano dal nostro percorso spirituale, vuol dire anche condividere meglio con gli altri il mondo materiale in cui viviamo. La Materia diventerà così un mezzo per il nostro raggiungimento spirituale, mentre lo Spirito potrà aiutarci a vivere meglio il nostro coinvolgimento nella materia.
In questa antica preghiera che ho voluto umilmente tradurre dall’inglese, il lettore esperto potrà individuare alcune sofferenze emotive che i Fiori di Bach potrebbero alleviare (ad esempio Heather, Vervain, Vine…), poiché essa contiene una gran parte di stati d’animo che, a mio parere, noi tutti comunemente proviamo e di cui soffriamo, sia perché li sentiamo estranei al nostro modo di essere, sia perché inconsapevolmente sappiamo che essi offuscano il nostro cammino.

Preghiera Monacale del sec. XVII

Signore, Tu sai meglio di me
che gli anni per me stanno passando
e un giorno sarò vecchia.
Impediscimi di cadere nella dannosa abitudine di pensare
che io debba dire il mio parere
su ogni argomento e ad ogni occasione.
Liberami dalla smania di voler regolare gli affari di ognuno.
Fa’ che sia riflessiva ma non malinconica: utile ma non autoritaria.
Con l’immensa saggezza che ho a disposizione,
sembrerebbe un peccato non usarla tutta,
ma Tu sai, Signore, che io vorrei qualche amico, alla fine.

Libera la mia mente dal raccontare infiniti dettagli;
dammi le ali per arrivare al punto.
Cuci le mie labbra sulle mie sofferenze ed i miei mali.
Stanno aumentando, e la piacevolezza nel raccontarli
è sempre più dolce col passare degli anni.
Non oso chiedere la grazia necessaria
di godere dei racconti delle sofferenze altrui,
ma aiutami a sopportarli con pazienza.

Non oso chiedere una memoria migliore,
ma una maggiore umiltà e una minore presunzione
quando la mia memoria sembra scontrarsi con i ricordi altrui.
Insegnami la stupenda lezione
che occasionalmente io possa sbagliarmi.

Mantienimi ragionevolmente dolce;
Io non voglio essere una Santa
– con alcuni di loro è difficile vivere –
ma una vecchia acida
è una delle opere più ingegnose del demonio.
Dammi la capacità di vedere
cose buone in luoghi insospettati,
e talenti in persone insospettate.
E dammi, O Signore, la grazia di dirglielo. AMEN

Il Fiume delle Emozioni non smetterà mai di scorrere. Perché noi siamo fatti anche di emozioni, ci nutriamo di emozioni e non potremo mai farne a meno. Durante le diverse fasi della nostra vita, alcune emozioni prevarranno su altre, il nostro modo di rapportarci ad esse cambierà, ma non finiremo mai di provare stati d’animo che a volte ci faranno sentire bene con noi stessi, a volte ci turberanno, a volte ci esalteranno, e a volte ci inganneranno……

CICLI EVOLUTIVI E FIORI DI BACH – Fase I: Dal mondo apparente al mondo reale

Sviluppo fisico

Proprio come il Cosmo ha preso forma dall’oscurità, il bambino viene alla luce, dopo essersi pian piano formato nel ventre materno. Il corpo, le gambe, il naso, la bocca, le orecchie…. quando tutto è in ordine, ed il tempo è giunto, egli entra a far parte del mondo.

All’inizio, l’interesse rivolto al bambino è puramente fisico: “com’è bello! guarda che bel nasino…”. Nessuno pensa al trauma che ha subìto nel venire al mondo, nessuno pensa che dietro alla gioia di quell’evento in sé divino e perciò misterioso si nasconda anche la sofferenza di un bambino che si scontra con la fisicità del mondo.

Sviluppo emotivo

In fondo era meglio galleggiare nel ventre materno. Lì sì che si era protetti, senza problemi di ordine “decisionale”, senza dover piangere ogni qualvolta si desideri mangiare, ad esempio. Prima l’istinto non era legato alla volontà, ora invece il bambino deve cercare di conquistarsi tutto ciò di cui ha bisogno… e ben presto sperimenta le difficoltà di questa vita!

Le emozioni che provava nel ventre materno, in questa nuova realtà si trasformano in un problema da dover affrontare con aggressività e spirito d’iniziativa. E’ in questo stadio che comincia a formarsi l’Ego, è qui che risiedono le prime vere paure, perché è qui che i sentimenti verso il mondo esterno vengono espressi per la prima volta. E’ dunque in questo stadio che si forma il carattere, è qui che si sviluppa l’identità, l’unicità come essere pensante, l’autonomia come individuo.

 Significato: In questa prima fase la vita prende forma, e l’ordine di ogni cosa viene stabilito. E’ uno stadio che necessita di movimento, ed anche di una certa dose di aggressività, perché il mondo apparente possa finalmente rivelarsi per quello che veramente è.

 In questa fase noi ritorniamo, nel corso della nostra vita, ogni qualvolta ci viene difficile accettare la realtà delle cose e desideriamo rifugiarci in un mondo tutto nostro, che non tenga conto degli altri, ma solo della nostra azione personale, così come dei nostri istinti primordiali.

 Insegnamento: L’azione è il principio della vita e di ogni nostra creazione, e nascendo abbiamo deciso di assumere una nostra identità, senza dipendere dagli altri.

Fiori di Bach consigliati

Emozioni prevalenti:

Il trauma, la paura, l’angoscia, l’insicurezza, la solitudine, l’irritazione, la rabbia.

Risultato:

L’inizio della vita in tutte le sue forme. Vengono messe in rilievo esperienze volte alla volontà d’azione e all’indipendenza. E’ uno stadio in cui per la prima volta ci si confronta con le nostre paure e le nostre insicurezze.

Rimedi più indicati:

STAR OF BETHLEHEM. Il bambino che subisce il trauma della nascita potrebbe beneficiare di questo rimedio, così come tutti coloro che dopo un lutto, un abuso o una separazione ritornano a questo stadio desiderosi di dimenticare la realtà del trauma che hanno subìto, e ricominciare.

MIMULUS. Può servire al bambino che ha paura del nuovo mondo nel quale viene a trovarsi, quasi con violenza, ma anche a coloro che, impauriti dalle vicende della vita, cercano di rinfrancare la propria anima, per ritornare all’azione.

ROCK ROSE. Rinfranca invece chi prova un sentimento ancora più forte della paura, quale il terrore per ciò che può accadergli, quando si viene a trovare in una nuova situazione.

CHERRY PLUM. Calma il bambino che piange in modo isterico, così come l’adulto che sente di non poter controllare i suoi istinti primordiali, aggressivi o inconsulti.

Altri rimedi:

HOLLY. E’ il rimedio per il bambino che per la prima volta prova rabbia, gelosia, si sente irritato e soffre, anche senza che ci sia una vera ragione per quei sentimenti così forti.

WILD ROSE. E’ il rimedio per coloro che hanno smesso di prendere l’iniziativa, di agire, facendosi trascinare dalle circostanze della vita.

HONEYSUCKLE. Può esserci utile nei casi in cui i ricordi di un passato dipendente da altri ci rende difficile affrontare esperienze che necessitino di volontà d’azione.

CLEMATIS. Al contrario di Honeysuckle, viene assunto da chi è immerso nelle sue fantasie di un futuro diverso dal mondo in cui opera, per ritrovare iniziativa nella sua dimensione presente.

ELM. Aiuta invece quelle persone attive e responsabili a non demoralizzarsi quando, a volte, sentono di non poter far fronte a tutti gli impegni presi. Il rimedio le aiuta a trovare in sé le forze per completare la loro opera.

 Tutti questi rimedi aiutano a ritrovare l’autostima, a superare le paure, lo shock e l’insicurezza.

Ma nel caso volessimo ritornare ad appropriarci del nostro Io, perso dopo anni di dipendenza, allora potremmo trarre beneficio da LARCH, che ci riporterà a questo stadio, da noi dimenticato, facendoci pian piano riacquistare la padronanza di noi stessi.

Il nostro spirito indipendente può portarci però, senza che noi lo vogliamo, a soffrire di solitudine. WATER VIOLET aiuta coloro che, troppo indipendenti e capaci per natura, rischiano di allontanare gli altri, che li vedono scostanti e inafferrabili. Il rimedio aiuta queste persone ad essere più socievoli, mantenendo comunque la loro indipendenza.

(…continua…)

CICLI EVOLUTIVI E FIORI DI BACH – Introduzione

Quello che segue è un mio personale studio sui cicli evolutivi di ognuno di noi, che potrebbero essere “aiutati” dai benefici effetti dei Fiori di Bach. Lo studio non è solo teorico, ma si propone anche di offrire consigli pratici sull’assunzione dei Rimedi di Bach più adatti per ogni ciclo, corrispondente a specifiche esperienze di vita  e stati emotivi da affrontare e risolvere per vivere una migliore qualità della vita.

§§§§§§§§§§§§§§§§

La filosofia orientale pone l’accento sull’evoluzione dell’individuo al fine di conseguire il suo “progetto di vita”, e in questo trova corrispondenza con il pensiero filosofico di Bach, per il quale il centro della vita dell’individuo è costituito dal suo “progetto”, che deve essere compiuto al fine di realizzarsi e quindi scoprire la sua felicità più intima. Un altro punto di incontro fra ambedue queste filosofie è la convinzione che sia necessario seguire il percorso evolutivo dell’Anima (o Spirito), per raggiungere l’equilibrio della mente e del corpo, e quindi mantenersi in buona salute.

La Ruota della Vita della Dottrina Buddista evidenzia dodici fasi di crescita che scandiscono il ciclo della esistenza umana. Se riflettiamo bene sulla nostra vita, ci renderemo conto che essa altro non è che un susseguirsi ininterrotto di emozioni che hanno plasmato il nostro carattere e ci hanno portato ad essere ciò che siamo adesso, attraverso le decisioni che abbiamo dovuto prendere e a seguito delle esperienze che ci si sono presentate, le difficoltà che abbiamo dovuto superare, e le sofferenze che fanno pur parte della trasformazione naturale delle persone.

In ogni fase della nostra crescita si possono intravedere alcuni stati d’animo prevalenti con cui ci dobbiamo confrontare prima di passare alla fase successiva, e che una volta superati ci rendono più forti e in grado di affrontare altre emozioni che si presenteranno. Queste emozioni fortificano la nostra anima, la nostra personalità e il nostro corpo, tanto che possiamo parlare di “vera crescita” nel senso olistico del termine.

Le dodici fasi di crescita non solo si riferiscono al ciclo naturale dell’esistenza che dalla nascita porta all’adolescenza e si conclude con la maturità, ma si riferiscono anche alle esperienze che incontreremo nella vita. Esse si ripetono di volta in volta nel corso della nostra esistenza. Concentrandoci, ci potremmo quindi riconoscere in una fase che abbiamo già vissuta nei contenuti e nei significati, ma con uno stato d’animo diverso, con una diversa maturità. E così continuerà ad essere, e cioè si continuerà a vivere nuovamente quella stessa realtà, finché non se ne apprenderanno gli insegnamenti nella loro completezza.

Nel recepire gradualmente i messaggi positivi indicati da questi dodici cicli esistenziali, sarà anche possibile non riconoscere subito il vero significato delle nostre esperienze, scontrandoci quindi con gli aspetti negativi della nostra esistenza. Il dolore che ne scaturirà sarà inevitabile, ma una volta acquisita la vera comprensione delle cose, la vita stessa risulterà più serena e gioiosa. Evoluzione vuol dire anche sofferenza, e la sofferenza è legata al mondo delle emozioni.

Ma è pur vero che a volte sentiamo l’esigenza di assistere il nostro corpo nella crescita, e cioè nella sofferenza, sia perché la società di oggi richiede troppo da noi in termini emotivi, sia perché sentiamo il rischio di non riuscire a superare gli ostacoli che la crescita ci impone. Da adulti, potremmo anche sentirci indecisi sulla strada da intraprendere nella vita.

Gli insegnamenti insiti nei dodici cicli evolutivi potrebbero quindi trovare la loro completezza se aiutati dai Rimedi di Bach, la cui funzione è quella di equilibrare quelle emozioni negative che si potrebbero manifestare durante il nostro percorso di vita, opponendosi alla nostra crescita.

Riuscire a guardare dentro noi stessi – come in un vaso trasparente – le emozioni che ci disturbano, perché eccessive o negative, non è facile, ma è un esercizio che vale la pena di provare, così come andiamo in palestra per esercitare il nostro corpo e mantenerlo sano e in forma.

Per rendere l’esercizio più semplice, ho individuato alcuni rimedi di Bach riferiti agli stati d’animo che è possibile provare per ogni fase di crescita, e che quindi possono aiutarci a ritrovare il nostro equilibrio.

Nell’assumere il rimedio più adatto alle diverse realtà della vita, capiremo meglio noi stessi e le nostre emozioni, senza farci travolgere da queste ultime. Ad ogni rimedio corrisponde uno stato d’animo passeggero, oppure una caratteristica preponderante della personalità. Se ne potranno assumere più di uno, se individuiamo in noi più emozioni che disturbano il corretto superamento della fase che stiamo attraversando.

Considerata l’individualità di ognuno, ho individuato non solo i rimedi più consoni agli stati d’animo corrispondenti ai diversi cicli evolutivi, ma anche altri rimedi floreali che potrebbero integrarli, per un aiuto più mirato al problema che si sta vivendo.

(… continua….)

Come controllare la componente limbica del cervello?

In una intervista rilasciata il 3 gennaio 2008 da Rita Levi Montalcini sul “Venerdì di Repubblica”, alla domanda della giornalista Cristina Mochi: Il mondo le sembra più razionale di ieri? La scienziata Premio Nobel rispondeva:
 
“Viviamo ancora dominati da bassi impulsi, come cinquantamila anni fa.
Perché il nostro cervello ha una componente arcaica e limbica (che ha sede nell’ippocampo) che è aggressiva, emotiva e affettiva ed è quella che ha permesso all’australopiteco di salvarsi, quando è sceso dagli alberi e ha affrontato il mondo.
L’altra componente, cognitiva e neocorticale, è molto più recente e corrisponde alla fase dello sviluppo del linguaggio. Purtroppo questa parte non riesce ancora a controllare quella più antica che, anzi, nei momenti estremi (guerre, crisi, carestie) torna dominante. Sono le condizioni ambientali, in definitiva, a metterla in funzione: nei regimi totalitari, per esempio, l’attività del cervello arcaico è al massimo”.
 
Rita Levi Montalcini continua l’intervista affermando che occorre tenere sotto controllo le emozioni, e che ciò è possibile anche attraverso l’educazione scolastica, poiché i bambini “hanno una componente cognitiva sulla quale bisogna fare leva fin dalla nascita”.

In ricordo di Edward Bach (un tributo nel giorno dell’anniversario della sua nascita)

La personalità di Edward Bach così come ci viene svelata dai pochi scritti che ci ha lasciato è caratterizzata da una grande “semplicità”, di cui ha intriso tutta la sua vita.

Si potrebbe descrivere il Dr. Bach come un uomo desideroso di armonia, dentro e fuori di sé. Armonia e bellezza erano per lui una cosa sola, e perciò, come poteva non accorgersi delle meraviglie del creato, della Natura, con le sue piante…. ed i suoi fiori?

Ed era sicuramente anche amante della perfezione il Dr. Bach, come quella che riscontrava, appunto, nella semplicità della Natura…….. cioè, egli sì amava la perfezione, ma senza mai dimenticarsi dei suoi limiti, rimanendo sempre in contatto con il suo essere uomo, terreno, e quindi imperfetto.

Lui stesso era intimamente convinto che la Natura è opera di Dio e, nella sua umiltà, non avrebbe mai potuto né voluto neanche avvicinarsi all’idea di eguagliare la Sua Opera, così perfetta. Ma gli piaceva osservarla, e compiacersi di fare parte di quella Natura…. Divina.

La sua spiritualità era profonda: era convinto che la Creazione di tutte le cose non avrebbe potuto esistere senza Spirito, o “Anima”, come amava definirlo lui. E così, semplicemente, Spiritualità e Materialità si susseguivano nella sua vita, scandendo il ritmo della sua esistenza.

Ed è proprio in questo equilibrio fra Materia e Spirito che sta la vera essenza del pensiero di Bach e l’orientamento che presero le sue ricerche di medico. Materia e Spirito sono infatti due aspetti della nostra natura umana, uniti fra loro da un altro elemento, e cioè la Mente. Quando Corpo, Mente e Spirito sono in armonia, allora possiamo veramente dire di far parte delle meraviglie di questo Creato, di essere in grado di osservare ed amare questo mondo compiacendoci di farne parte. Da qui l’importanza della nostra Mente.

La compassione per tutti gli esseri viventi è un altro tratto della personalità di Bach che ha condizionato la sua vita di uomo e di medico. La compassione faceva parte dell’aspetto spirituale dell’uomo Bach, ed è stato un fattore importante, che lo ha portato non solo a proseguire nelle sue ricerche, senza curarsi delle opinioni che giravano nell’ambiente medico del tempo, ma anche ad occuparsi giorno e notte di quelle “anime” che soffrivano, che avevano bisogno di aiuto, e che lui voleva guarire non solo nel corpo ma anche nella mente. Si racconta che Bach per la prima volta arrivò a concepire e a “sentire” questa verità quando, ancora giovinetto, osservava che coloro che lavoravano nella fonderia del padre e soffrivano di qualche male fisico erano anche disturbati nella mente da preoccupazioni di ordine materiale, oppure soltanto dal fatto che facevano un lavoro insoddisfacente. Più tardi, durante la sua professione di medico, continuò a notare quanto fosse importante per i suoi pazienti vivere senza ansie e preoccupazioni, per poter essere in armonia con se stessi e quindi godere di buona salute fisica.

In un corpo sano, la mente doveva quindi trovare un equilibrio con le Emozioni e lo Spirito che vi albergano. Questo era il significato di armonia e bellezza per Bach. Ma poiché la vera armonia e la vera bellezza non potevano che essere trovate nella Natura, era nella Natura che bisognava ricercare il metodo che potesse aiutare l’uomo a riacquistarle quando esse venivano meno.

Emozioni e Malattie

La dimostrazione del fatto che il sistema immunitario e il sistema endocrino sono modulati non solo dal cervello ma dallo stesso sistema nervoso centrale ha avuto un consistente impatto sulla visione della malattia e di come essa si sviluppa. Vi sono molte altre ricerche che indicano l’esistenza di una forte relazione chimica fra le nostre emozioni (includendo sia il “distress” che l'”eustress”) ed i sistemi regolatori endocrino e immunitario attraverso il sistema nervoso centrale. Sarebbe certo troppo semplicistico affermare che l’origine di tutte le malattie risieda nelle emozioni, ma un crescente numero di esperti crede che alcune malattie siano di origine emotiva e non organica.

Un biochimico dell’Università George Washington, Allen Goldstein, pioniere negli studi sulla ghiandola del timo, ha scoperto che certe sostanze immunitarie possono produrre effetti collaterali come, ad esempio, la depressione, ed ha ipotizzato che le molecole immunitarie siano legate al cervello come parte di un circuito di feedback. Altri ricercatori ipotizzano che il sistema immunitario potrebbe essere condizionato a prevenire le malattie e a riparare i tessuti danneggiati, portando il Prof. Theodore Melnechuck dell’Università di California, San Diego, ad affermare che le emozioni influenzano la guarigione delle ferite. Egli ha infatti notato il continuo aumento di prove secondo cui le emozioni, e persino le espressioni facciali, hanno dei corrispettivi ormonali specifici, e quindi degli effetti specifici sui tessuti. La stessa Candace Pert, ricercatrice e scopritrice con il marito, l’immunologo Michael Ruff, che le migrazioni di cellule sono influenzate dai neuropeptidi associati alle emozioni, sta portando avanti il Progetto Peptide con la speranza di poter un giorno identificare i fattori specifici di guarigione, affermando che A certi livelli la gente possiede dentro di sé la medicina per curare qualunque malattia. La gente si spaventa all’idea di essere responsabile della propria malattia ma deve invece rendersi conto di avere potere sul proprio stato di salute, dato che è la mente che guarisce il corpo. Il corpo è letteralmente una manifestazione esteriore della mente.

Voci precedenti più vecchie