The educational role of Yoga and Naturopathy

Both Yoga and Naturopathy play an educational role.

YOGA teaches body-mind-spirit connection through awareness of one’s body, which needs to be supported by the mind and spirit for good functioning.

To give a practical example, Vriksha-asana known as the “Tree pose” cannot be performed correctly without training the mind to concentrate in keeping that posture – therefore not to wander, otherwise one is apt to fall down. Who has experienced that pose long enough may agree that the spiritual part is consequential to the mental ability of concentrating. Body-mind balance necessarily brings to a connection with one’s inner world. At the same time, breathing – which is a body function – is involved in the ability to concentrate, which favours body-mind balance, and we know how it also plays a leading role in calming the mind and therefore drawing toward a state of meditation.

By experiencing Vriksha-asana we not only learn how to keep our body in balance, but indirectly we also learn how to train our mind to adjust to our body’s balance and how to connect to our inner world through mind-body balance.

A NATUROPATH is most of all an “Educator”. He teaches his clients body-mind-spirit connection in different ways. Awareness of one’s body is experienced through its limitations, whereas awareness of the power of one’s mind can be experienced through some of the techniques as well as the natural remedies that the Naturopath uses in his practice. Awareness of one’s spiritual path is consequential.

An example could well be a client complaining of a physical pain. A naturopath would try to understand the cause lying behind that pain, which could well bring to an emotional/mental problem to be dealt with. By facing that problem the client would learn much about his mind, and how it relates to his body, hindering his inner growth. Of course, self-healing is not always that easy, and most of the time the client would need to be supported by some natural remedies and advices on nutrition etc. But what I would like to stress here is the importance of learning the body-mind-spirit connection for a client who goes to a naturopath, and the need for a naturopath to teach his clients.

Annunci

Il Counselling integrato ai Rimedi di Bach – III PARTE

Sia il Counselling che il Sistema di Bach concordano nel ritenere la comprensione di sé e la consapevolezza del proprio percorso di vita indispensabili affinché si instauri un equilibrio fra mente e corpo, considerando l’auto-guarigione non solo possibile, ma l’unico obiettivo che ogni individuo deve ricercare.

Infatti, l’Educatore di Bach, come il Counsellor, non è un terapeuta nel vero senso del termine, perché la sua funzione non è quella di “curare” la malattia o il disagio, ma di far sì che attraverso una maggiore consapevolezza di sé il cliente arrivi da solo a “scoprire” la sua Anima, e cioè il suo vero essere. L’unica differenza risiede nel fatto che l’Educatore di Bach ha uno strumento in più per arrivare al suo scopo, e cioè i Rimedi floreali, che prescriverà dopo un primo colloquio con il cliente della durata di circa 50 minuti, e solo dopo aver spiegato la loro funzione ed il cliente abbia accettato di assumerli, così da renderlo – appunto – consapevole del proprio modo di essere, delle sue debolezze così come delle sue forze. Anche qui, come nel Counselling, ci deve essere una presa di coscienza da parte del cliente, di modo che la sua guarigione possa essere efficace, e quindi si possa parlare di vera auto-guarigione.

Prescrivere i Rimedi di Bach durante le sedute di Counselling può agevolare ulteriormente la presa di coscienza da parte del cliente, e perciò accelerare la sua auto-guarigione.

Prendiamo ad esempio una madre che si rivolge al Counsellor per aiutarla ad eliminare le sue esplosioni di rabbia verso i figli. Perché il counselling possa avere successo ci vorranno settimane o mesi (a seconda delle ragioni che spingono la madre alle sue esplosioni di rabbia). Nel frattempo, però, i suoi figli a casa continuano a soffrire. In questo caso, somministrare i Rimedi di Bach alla madre fin dal primo giorno può aiutarla a calmarla in poco tempo. I rimedi potranno aiutarla ad avere più pazienza, più controllo di sé e meno rabbia. La sua vita familiare potrà nel frattempo essere più stabile e felice, mentre lei imparerà dal counselling le strategie migliori per combattere la rabbia e relazionarsi agli altri. Inoltre, i rimedi potranno aiutarla a scoprire problematiche psicologiche più profonde, se esse risulteranno essere la vera causa della sua rabbia. In questo caso si potrà ritenere opportuno cambiare i rimedi a seconda delle nuove problematiche che sono venute a galla, altrimenti, se la madre ha ritrovato il suo equilibrio in famiglia, smetterà di prendere i rimedi. A questo punto potrà decidere se continuare il counselling o meno, a seconda dei suoi reali bisogni. Per esempio, deciderà di continuare ad andare dal Counsellor se sarà interessata a continuare ad imparare le tecniche di relazione da poter utilizzare all’interno della famiglia per un migliore ménage, oppure deciderà di voler lavorare sul suo matrimonio, o altro ancora.

In un interessante studio apparso su una rivista americana nel 2001 e condotto da Jeffrey R. Cram, PhD, del Sierra Health Institute a Nevada City, California, si è offerto a 11 pazienti che soffrivano di depressione da circa 22 mesi (2/3 dei pazienti erano diagnosticati dal DSM-4 avere depressione grave ricorrente) e che provenivano da 4 cliniche diverse, di essere curati per un mese con la sola psicoterapia, e per altri 3 mesi con psicoterapia integrata a floriterapia; mentre ad un solo paziente si è offerto counseling e supporto nutrizionale al posto della psicoterapia. Il risultato è stato per il primo mese di nessun cambiamento con la sola psicoterapia negli indici di misura usati per la depressione (Beck Depression Inventory e Hamilton Depressions Scale), mentre la psicoterapia integrata alla somministrazione dei Fiori di Bach ha prodotto riduzioni significative degli stessi indici di circa il 50%. I Fiori di Bach sono stati somministrati individualmente secondo le necessità di ciascuno dei pazienti, e non utilizzando un trattamento “standard”. Il risultato dello studio di Cram non solo supporta l’ipotesi che i Fiori di Bach sono efficaci nel trattamento della depressione, ma che l’effetto placebo esiste, solo che non è durevole (da 2 a 4 settimane), ed è per questo che si è deciso di utilizzare un periodo di tempo di 3 mesi per lo studio in questione. Inoltre, lo studio ha ulteriormente dimostrato che non esistono interferenze fra i farmaci anti-depressivi e i Fiori di Bach. Non solo, ma uno dei pazienti ha interrotto con successo la somministrazione di farmaci anti-depressivi durante i tre mesi di trattamento.

Alla fine del suo studio, Cram non solo afferma che i Fiori di Bach sono uno strumento che assiste i pazienti a risolvere le loro problematiche psicologiche profonde che contribuiscono alla loro depressione e la perpetuano, ma anche che la floriterapia non può essere risolta in 15 minuti di prescrizione dei rimedi, ma piuttosto comprende 50 minuti buoni di counseling, reso più efficace dall’aiuto dei rimedi.

I 7 Chakra principali e il processo di individuazione

Basandosi sulla sua esperienza di psicoterapeuta, Carl Gustav Jung trovò un collegamento fra i 7 Chakra principali e il processo di individuazione.

Secondo lui, il principale livello di attività della maggioranza delle persone era situato nei 3 Chakra inferiori, a cominciare da Muladhara (letteralmente “radice”), dove si stabiliva l’esistenza, la vita, attraverso Swadhistana, e cioè la creatività che si manifesta nella personalità, fino a Manipura, il centro delle emozioni.

Jung credeva che per arrivare a Anahata, il Cuore, ci fosse bisogno della disciplina di un Guru, sia nell’individuale che nel collettivo, poiché il cuore è il punto dove il Sé raggiunge la sua consapevolezza.

Jung era convinto che se un cospicuo numero di persone avesse la capacità di collegarsi a questo livello di attività, le psicosi di massa scomparirebbero del tutto.

Per quanto riguarda i 3 Chakra superiori, e cioè Vishuddha, Ajna e Sahasrara, Jung non accennò nulla, eccetto che questi centri, nel loro pieno sviluppo, erano così al di sopra della consapevolezza comune che neanche il pensiero era capace di alcuna illuminazione.

Integrating Counselling with Bach’s Remedies – PART I

Both Counselling and the Bach System have the same common objective of solving the client’s stress by the awareness of the causes that have produced it. Evidence is that self-healing is slow, and that a boost in the client’s immunity system comes spontaneously.

The methods used in Counselling and in the Bach System differ in that the former consists in a series of interviews with the client, whereas the latter consists in a first in-depth interview aiming at prescribing the Flower Remedies which are found most appropriate for the emotional states that the client is living at the moment of the interview, and another follow-up.

Therefore, in comparing a Counsellor to a Bach Flower Practitioner, the latter has one further tool, and during the courses at the Edward Bach Foundation modern Counselling techniques (from Carl Rogers’ Client-Centered Therapy to Eric Berne’s transational analysis and Stephen Karpman’s dramatic triangle) are all studied as part of the system’s knowledge.

Through my personal experience, during consultations with my clients, I had the chance to verify the efficaciousness of integrating modern Counseling with the Bach Remedies, and I wish this method could be used by those who are interested in true and effective consultations.

Descrizione dei 7 Chakra/Personalità – II PARTE

  • La personalità del 5° Chakra Vishuddha, che è situato nella gola, è distinta dal colore blu (che indica serenità emotiva e armonia) e quindi è collegata all’attività contemplativa e di comunicazione. La persona sarà nostalgica e dedita alla contemplazione, e i suoi sentimenti saranno caratterizzati da una spiccata autorità o da rispetto reverenziale. Un blocco di questo Chakara porta a non riuscire a comunicare le proprie emozioni in modo positivo.
  • La personalità del 6° Chakra Ajna, che è collocato sulla fronte e corrisponde al terzo occhio e alla ghiandola pineale, è distinta dal colore indaco, che rappresenta l’intuizione che sostiene l’attività meditativa. La persona è intuitiva, e il blocco di questo Chakra si ripercuote sulla sensibilità dell’individuo, che manifesta sentimenti di invidia o ammirazione.
  • La personalità del 7° Chakra Sahasrara, che è situato alla sommità del cranio, si manifesta con il colore bianco, racchiudendo tutti i colori dello spettro. Qualcuno lo mette in relazione con il colore violetto, considerato il raggio con le maggiori proprietà energetiche dello spettro visibile. Questa è la personalità primordiale e immaginativa, le cui caratteristiche sono l’immaginazione, la vergogna e lo stupore. Il blocco di questo Chakra si può manifestare come una pesantezza al centro della testa.

Descrizione dei 7 Chakra/Personalità – I PARTE

  • La personalità del 1° Chakra Muladhara, che è situato alla base della spina dorsale, è distinta dal colore rosso (che indica passione, istinto, desiderio, sessualità) e quindi è collegata alla nostra energia fisica, alla radice della vita. La persona è caratterizzata da una spiccata materialità ed è dotata della capacità di provare forti sensazioni, che in negativo possono tradursi in paura e collera.
  • La personalità del 2° Chakra Swadhistana, che corrisponde al punto situato fra la base della spina dorsale e l’ombelico, è distinta dal colore arancione (che ha un’azione liberatoria sulle funzioni fisiche e mentali). La persona è socievole, ma anche fortemente ambiziosa. Il blocco di questo Chakra si manifesta con problemi emozionali o colpe legate alla sessualità.
  • La personalità del 3° Chakra Manipura, che corrisponde al plesso solare e cioè con la sede delle emozioni, si manifesta con il colore giallo (stimolante), ed è quindi collegata all’attività mentale/emozionale. Questa è la personalità dell’intellettuale, del pensatore. Il blocco di questo Chakra si manifesta con collera o vittimismo.
  • La personalità del 4° Chakra Anahata, che corrisponde al cuore, si manifesta nel colore verde, che nello spettro luminoso si colloca fra i colori freddi e caldi, svolgendo quindi una funzione di equilibrio. E’ qui che si forma la coscienza, e quindi i tratti peculiari del tipo di persona corrispondente saranno la sicurezza, l’egocentrismo, la grande forza vitale, ma anche sentimenti di possesso, gelosia e potere. Un blocco di questo Chakra si potrà manifestare con problemi al sistema immunitario o cardiaco, oppure con la totale assenza di compassione. Per dovere di informazione aggiungo comunque che, per i problemi a livello affettivo e cardiocircolatorio il colore comunemente associato è il rosa.

Introduzione ai 7 Chakra/personalità

Ai 7 Chakra principali vengono corrisposti i colori dell’iride contenuti nel corpo emozionale che, in base alla loro collocazione, possono essere a loro volta associati a 7 diversi livelli di coscienza o personalità.

I Chakra sono dei punti di raccolta e distribuzione dell’energia, e quindi essi collegano i campi energetici sottili della nostra aura alle nostre emozioni, così come a parti del nostro corpo fisico, a ghiandole, a organi, e al flusso circolatorio.

Ne deriva che, quando l’energia non fluisce liberamente attraverso i Chakra, essa si blocca e pertanto si possono manifestare patologie o problemi legati alle emozioni, peculiari di ogni tipo di Chakra/personalità.

Voci precedenti più vecchie